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Assicurare una moto d’epoca? “È un calvario burocratico”. Tutto quello che c’è da sapere

Come fare per assicurare la propria moto d’epoca? Quali passi seguire e come districarsi nel complesso labirinto della burocrazia? Un blog sul Corriere della Sera, Heavy Rider, prova a venire incontro ai tanti appassionati che hanno una moto d’epoca, magari da tanto tempo in garage e non riescono a assicurarla. Stefano Marzola sul blog spiega come ha fatto con la sua Bmw K 100 RS. E quindi l’esempio può essere traslato a altri veicoli d’epoca. “Per avere una polizza assicurativa agevolata, una soluzione sarebbe stata iscrivere la Bmw ad un registro storico e poi approfittare delle convenzioni stipulate da Asi o Fmi – dice Marzola -. Con una moto del 1984 e dunque già ultratrentennale si spediscono foto e documenti alla commissione che la deve esaminare e poi si attende l’esito. Una volta ottenuta l’iscrizione, si può accedere alle polizze agevolate. Nel caso della Fmi, per esempio, avrei pagato poco meno di 150 euro per la copertura RC, oltre alla quota per essere iscritto ad un club (altri 50/100 euro a seconda dell’associazione scelta)”. Tuttavia a detta del blogger “questa soluzione ha due contro: il primo sono le tempistiche necessarie per la valutazione della moto da parte della commissione, il secondo è che si va a stipulare una polizza a premio fisso, dunque senza classe di merito e la conseguente possibilità di vedersi ridurre il premio con il passare degli anni”.

Ma i problemi non finiscono qui. Se si decide di non seguire questa opzione è possibile rivolgersi ad altra assicurazione, E si va a sbattere contro le complicazioni della legge Bersani: “Questa norma ha di certo un bel vantaggio: dà la possibilità di mutuare la classe di merito di una persona convivente senza dover scalare quattordici gradini, uno all’anno – spiega il blogger. Io stesso ne ho usufruito per assicurare la prima auto, ereditando la prima classe da mia madre. Poi, a mia volta, l’ho trasferita qualche anno dopo a mia moglie ed entrambi abbiamo risparmiato belle cifre. Dunque, dove sta il guaio? Poiché la K 100 RS è rimasta senza assicurazione per oltre cinque anni, il suo attestato di rischio è scaduto e perciò mi sarei beccato una diciottesima classe. Diciottesima? Nemmeno sapevo che esistesse. Ok, preventivo? 1.200 e rotti euro. Cioè, circa il 50% del valore della moto e più di quanto ho speso per rimetterla in ordine”.
E allora chi può usufruire della legge Bersani: “Chi si è appena intestato un veicolo, nuovo od usato, ed ha un familiare convivente con un mezzo dello stesso tipo (auto o moto) già assicurato – dice Marzola -. Perfetto: vado in un’agenzia pratiche auto e con 226 euro intesto la Bmw a mia moglie (i 26 euro sono di IPT, tassa provinciale che le moto non pagano mai, a meno che non siano d’epoca, altra norma incomprensibile). Lei, poi, potrà intestarsi la polizza mutuando la classe di merito dell’altra mia moto. Sintetizzo: io non posso utilizzare la classe di merito di una MIA moto, mia moglie, invece, sì. Lei che nemmeno ha la patente per guidarla”. Insomma davvero un incubo burocratico dal quale si fa davvero fatica a uscire. Alla fine il blogger è riuscito comunque ad assicurare la moto “Nonostante le storture di una norma che – come tutte le norme – si lascia aggirare, sfruttandone le varie pieghe lasciate da un legislatore poco attento”.



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