Domenica di fango e Motocross

Uno dice: sei in circuito a vedere le MotoGP di mestiere, cosa ti può impressionare? E invece succede di seguire per un weekend di gara il Niki -Nicola Bertuzzi, il tuo nipote preferito- che il destino ha portato ai cancelletti di una carriera nel Motocross nell’Europeo 250 con il team KTM Silver Action.

Ed è lì che ti rendi conto che in fondo di moto sai ancora pochissimo, perché tentando di fare qualche foto con il cellulare sulla pista di Pietramurata, una delle piste del Mondiale, ti trema la mano, cercando il pilota con il numero #194.

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La prima cosa che ti spaventa in una “vera” pista da cross non sono tanto i salti (che comunque volare su due ruote per 23 metri non è che sia una passeggiata di salute, per chi guarda) ma i canali dove si infilano, e poi curvano, con un gesto tecnico incomprensibile.

Ok, era solo una prova del Campionato Regionale dove qualche pilota “buono” ha partecipato per allenarsi: moto ufficiali poche, team senza meccanico molti, come è giusto che sia.

In partenza c’erano comunque 40 piloti e la seconda cosa che ti violenta è il rumore, non è frastuono allo stato brado, è macinare decibel con violenza e precisione, ogni curva la sua propria melodia, ogni moto il suo suono: il meglio lo senti in quel momento eterno di silenzio, in volo. Un proiettile sparato per aria, un buco spazio temporale, lo sguardo che procede più lento di un attimo prima del salto, quasi si ferma. Il fatto è che prima o poi il suolo lo devono toccare, non possono rimanersene così per aria, in un momento onirico, per sempre. E allora quella specie di non-suono durante il volo finisce, tornano a terra, e ogni volta pensi: ok, è ancora lì che va, lo vedo. Giro dopo giro. Prove libere, e poi Qualifiche, e ancora Gara 1 e Gara 2: la domenica sera dopo due prove del regionale di Motocross ero più stanca della domenica di Valencia 2015, con tutto il finale della MotoGP. Però vuoi mettere la figata?

Tutti si danno del TU, i team si prestano le leve di ricambio, la sera si mangia più o meno tutti assieme perché qualcuno fa la pasta e qualcun altro prepara il dolce, che i camper sono piccoli e non si può mica caricare una cucina intera. I meccanici sulla tabella all’ultimo giro ti scrivono “Bravo” e ho visto con i miei occhi il papà di un pilota (uno di quelli buoni) riparare al volo la moto di un altro (il suo avversario) durante le Qualifiche, pur di farlo partire, perché sarà che ti sporchi di fango fin dentro le orecchie, ma mi è sembrato che nel cross c’è più gusto a vincere in pista.

Ho visto dei ragazzini di 17 anni da 1.90 dire grazie per la moto pulita al box, ho visto anche la maggior parte dei piloti in pista, non importa la categoria, venire a piedi con ancora il casco in testa a stringere la mano al Niki, che ha vinto, nonostante diluviasse, nonostante fosse tardi e tutti avevano fretta di caricare. E non c’erano mica le telecamere.

Chissà se all’Europeo e al Mondiale si respira la stessa aria, è ragionevole pensare di no, ma sono decisa a scoprirlo il prossimo 14 e 15 maggio.



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