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MotoGP ciao Argentina

La settimana del terzo round MotoGP che ci porta in America è già cominciata, i due aerei che trasportano moto e attrezzatura sono decollati da qualche ora, con meno fretta anche i Team e i piloti stanno raggiungendo il Texas.

Pensando al GP di Termas de Rio Hondo mi viene un po’ da sorridere (per quei pochi scellerati che tempo fa dicevano “la MotoGP è noiosa”) e un po’ da sbarrare gli occhi per tutto quello che è successo in tre giorni. Siccome di gomme, classifiche, analisi tecniche e ali che volano via ne abbiamo parlato in abbondanza, nel mio piccolo -come sempre- qui metto tutto “il resto”.

Tipo che nel casino di un gara incasinatissima (dove Marquez scivola pure sul podio, oltre che durante tutte le sessioni di FP e Qualifiche) Pisu, uno dei meccanici Aprilia di Alvaro Bautista, si è fatto male a una gamba. Nella concitazione Alvaro è arrivato un po’ lungo al box per il cambio moto e certamente senza volerlo lo ha travolto. Non mi lancio in disamine sulla sicurezza, per carità, che c’era casino in pit-lane lo abbiamo visto tutti (la foto qui sotto viene da un cellulare).

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Penso pure alla faccia che deve aver fatto Valentino Rossi dentro il casco vedendo volare via tutte e due le rosse, quando mancavano pochi metri al traguardo, e deve essere stata una cosa tipo così (la foto d’archivio è voluta):

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Eh, le Ducati: oh. Bah. Mi gratto la testa, tolgo gli occhiali. Rimetto gli occhiali. Io non me la sento di aggiungere niente se non una certa agitazione nell’ufficio di Dall’Igna dopo la gara. E forse anche le mani alzate alla “machecosastaifacendo” di Andrea Dovizioso rivolto verso Andrea Iannone mentre stanno ancora scivolando sull’asfalto: che a me fa un po’ ridere, ma a loro forse fa un po’ girare le scatole. Forse più al Dovi che ha pure spinto la moto fino alla fotocellula.

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Poi penso a Maverick Vinales che sulla sua Suzuki azzurra aveva in mano un podio sicuro e sarebbe stato bellissimo vederlo tagliare il traguardo, invece di scivolare (forse) su una delle ultime chiazze di bagnato poco fuori traiettoria. Lo spagnolo ormai quasi nostro concittadino (e ricordatevelo ogni tanto che la sua fidanzata è  una campionessa di MXGP, mica un’ombrellina) ha ben ragione a voler andare in Yamaha, ha fretta di imparare i barbatrucchi del mestiere: e dove se non come compagno di box del Dottore.

Idem per Franco Morbidelli in Moto2, podio sicuro, macchia di bagnato. Che sfiga. Che saudagi. Come era abbattuto dopo la gara. Ha pagato di nuovo molto (troppo) caro un errore.

Lo stesso pensiero va a Jackass Miller che finalmente un weekend cominciava a girare per bene e invece ciao alla Top Ten, giù anche lui.

La mia personalissima consolazione è che sarebbe bello poter salutare definitivamente Termas de Rio Hondo, nel senso di basta con questo tanto meraviglioso quanto irraggiungibile pezzo di mondo. Che poi la pista, il circuito, è meraviglioso. E infatti hanno rinnovato per altri tre anni. Vabbè.

Ciao Argentina.



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