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115 anni su due ruote: il traguardo storico della Indian Motorcycle

115 anni e non sentirli. Anniversario importante per la Indian Motorcycle, festeggiato a Birarritz durante il Wheels and Waves. Quello francese è stato un primo assaggio: infatti ci sarà un’altra festa negli Stati Uniti il prossimo appuntamento è dal 8 al 14 agosto con lo Sturgis Motorcycle Rally. Infatti la casa statunitense nacque nel lontano 1901 ma le prime moto furono vendute l’anno seguente. La storia, però, va fatta partire qualche anno prima nel 1897 quando George Mallory Hendee costruiva già biciclette con il nome di “American Indian”, abbreviato semplicemente in “Indian”. Tre anni dopo, nel 1900, Carl Oscar Hedström si unì all’impresa. Entrambi erano ciclisti professionisti e decisero di costruire insieme una bicicletta motorizzata da utilizzare come mezzo di assistenza per le gare ciclistiche. Nel 1903 Oscar Hedström stabilì anche un record di velocità di 56 miglia orarie, mentre nel 1904 la compagnia, che nel frattempo produceva al ritmo di 500 unità all’anno, introdusse la colorazione rossa che divenne ben presto un marchio di fabbrica. Nel 1905 Indian costruì il suo primo bicilindrico, destinato alle corse, del quale venne messa in vendita una versione stradale già nel 1907.

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Già nel 1913 erano 32mila le moto prodotte all’anno: l’azienda mieteva successi sia sul mercato che sui campi di gara incrociandosi spesso con la rivale di sempre, l’ Harley-Davidson. Nel 1923 cambiò ufficialmente il nome da The Hendee Manufacturing Company a  The Indian Motocycle Company, si noti bene senza la R odierna. Innumerevoli sono stati i successi fino al 1953, anno in cui la Indian chiuse i battenti. Un primo tentativo di riprendere l’azienda fu fatto nel 1999 con la Indian Motorcycle Company of America, società con sede a Gilroy, California, formata dai capitali di nove aziende, tra cui California Motorcycle Company (CMC) e IMCOA Licensing America Inc., che aveva ottenuto i diritti di licenza del marchio nel 1998 dal Federal District Court of Colorado. In questa società compariva anche il celebre attore di origini native americane Branscombe Richmond, l’indimenticato Bobby Sixkiller della serie TV Renegade. Dopo aver tentato di produrre alcuni modelli motorizzati S&S la compagnia fallì nel settembre del 2003.

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Un successivo tentativo fu attuato a partire dal luglio 2006 dalla Indian Motorcycle Company, con sede a Kings Mountain, North Carolina e controllata dalla società di investimenti londinese Stellican Limited. Dopo aver continuato la produzione della defunta IMC di Gilroy, nel 2009 la nuova società presentò un nuovo modello con motore Powerplus da 1720 cc che non ebbe però il successo sperato. La vera rinascita arrivò nel 2011 l’acquisizione da parte del gruppo Polaris che, dopo aver presentato nel 2013 la Chief Vintage Final Edition ancora dotata del motore Powerplus, nel 2014 rinnovò totalmente la gamma presentando a Sturgis la nuova Chief con motore Thunder Stroke 111, che oggi equipaggia tutta la gamma Chief, composta da sette modelli, inclusa la granturismo Roadmaster e le recenti Springfield e Chieftain Dark Horse, a cui si affiancano la Scout e la Scout Sixty con motori da 1.133 e 999 cc. In Europa i possessori di Indian sono circa 6000 ed esistono anche sedi europee del Indian Motorcycle Owners Group (IMRG) che riunisce i possessori di Indian, ma pochi di loro sono in Italia.



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