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Auto nuova? Dal maxi ammortamento agli incentivi, tutte le novità della legge di stabilità

L’acquisto di un’automobile per molti è un vero e proprio investimento: si valutano con minuziosa attenzione la tipologia del veicolo, le sue performance, si analizzano nei dettagli le offerte relative a ciascun produttore. E infine, ma non per ordine di importanza, l’analisi si sposta sulle opportunità offerte dallo Stato in termini di tasse e incentivi. Quest’anno la legge di stabilità ha fissato una vantaggiosa agevolazione: si tratta di un “maxi ammortamento”, cioè una maggiorazione del 40 per cento del costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisizione (dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016) di nuovi beni strumentali, in modo da consentire l’imputazione al periodo d’imposta di quote di ammortamento e canoni di locazione finanziaria più elevati. La misura è mirata a incentivare le imprese a crescere e a investire per il futuro.

Il provvedimento sulle auto è inoltre esteso a tutte le altre tipologie di veicoli aziendali da utilizzare per lavoro (anche parzialmente): anche in questi casi vale l’aumento dell’ammortamento per il 40 per cento ma la sua consistenza effettiva e incidenza su detrazioni e deduzioni varierà a seconda dell’utilizzo del veicolo e dell’attività lavorativa, dal momento che il maggior riconoscimento andrà calcolato in base agli attuali parametri previsti dall’articolo 164 del Testo unico delle imposte sui redditi.

A prima vista pare che il governo si sia dimenticato dei cittadini. In realtà non è così: infatti sono previsti incentivi di carattere generale dalle case automobilistiche sotto forma di sconti sull’acquisto delle auto o incentivi specifici in caso di rottamazione di veicoli con determinati requisiti. È dunque necessario tenere gli occhi ben aperti e sfruttare le offerte e le possibilità di vantaggio che vengono di volta in volta proposta dalle case stesse. Infine, ci sono anche le agevolazioni da parte delle regioni, soprattutto per le vetture ibride. Su questo ‘capitolo’, per esempio, Lazio, Lombardia, Toscana, Veneto e Umbria hanno scelto di rinunciare per tre anni alla tassa di proprietà mentre la Campania e la Puglia ne faranno a meno per cinque anni. Altre regioni si sono limitate a concedere uno sconto, che comunque incide positivamente sulla spesa degli acquirenti.



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