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Aldo Drudi ci prova con Burasca. Ecco a cosa lavora il designer di Valentino Rossi

È diventato famoso per aver firmato il design dei caschi di Valentino Rossi. Ma adesso Aldo Drudi ha deciso di allargare i propri orizzonti. Infatti il noto designer romagnolo ha realizzato la sua prima moto. Ancora non si sa molto riguardo ai dettagli, se non che dovrebbe essere una sportiva su base Honda. Interessante è il nome che Drudi vorrà dare alla moto: Burasca, che nel dialetto locale significa tempesta. La è stata anticipata da questo video teaser che rivela pochissimo del prodotto ma spiega nel dettaglio la vocazione e l’attitudine genuina e quasi infantile di questa nuova realizzazione.

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Drudi si era già cimentato in qualcosa di simile: aveva firmato un’imbarcazione innovativa, la Anvera, nata dalla collaborazione fra il cantiere LG di Luca Ferrari, Giancarlo Galeone e Gilberto Grassi con la sua Drudi Performance. Si tratta di un COB, un crossoverboat, da 50 nodi di velocità, frutto di una progettazione complessa e altamente tecnologica, e costruito utilizzando carbonio, resina epossidica e particolari attrezzature per rendere la barca leggera, ma eccezionalmente resistente.

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Aldo Drudi  è un grande amico di Valentino Rossi. Il primo contatto con il campione di Tavullia è stato, in realtà , con il papà di Valentino, Graziano conosciuto percorrendo la Panoramica (la strada che porta da Pesaro a Riccione). Da quel momento è cominciata una storia fatta di centinaia di creazioni, celebrative e non, in grado di emozionare i tanti appassionati del Motomondiale. Passando da Marco Lucchinelli a Kevin Schwantz, fino a Valentino Rossi, insieme al quale l’esperto disegnatore romagnolo inizia un percorso fatto di caschi e successi. Tante sono le creazioni di Drudi legate al “Dottore”: dall’”italiano vero” (rivisitazione indossato al Mugello nel 2002 e che portò fortuna con il primo successo in sella a una MotoGp al Gran Premio d’Italia) al “questioni di cuore” del 2007 quando Valentino centrò lo stesso numero di vittorie di Doohan. E poi ancora il “faccione” del 2008, l’”occhio” del 2011 e la “tarta del Mugello”: tante idee che hanno accompagnato Valentino in pista.



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