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Ancora guai per la Volkswagen: ‘richiamo’ per 800mila Suv

La Volkswagen deve affrontare un altro problema. Dopo il terremoto per lo scandalo delle emissioni, la casa di automobili tedesca ha richiamato 800mila autovetture su cui sono stati riscontrati problemi al sistema dei pedali. Si tratta nello specifico, secondo un comunicato emesso dall’azienda, di 409.477 Porsche Cayenne e 391mila Touareg che sono state prodotte tra il 2011 e il 2016 e per le quali il malfunzionamento si potrebbe verificare. Due Suv gemelli, uno di lusso e l’altro di fascia più bassa.

Intanto il tribunale americano chiamato a decidere sul caso dieselgate ha dato tempo alla società fino al 21 aprile, per presentare un piano e mettere a norma 600mila veicoli a motorizzazione diesel venduti negli Stati Uniti. Lo scandalo dieselgate risale allo scorso autunno: la casa tedesca è stata scoperta responsabile di aver montato su milioni di vetture (circa 600 mila vendute negli Usa) l’ormai famoso software capace di variare il funzionamento del motore. Il programma incriminato è in grado di dar luogo a consumi ed emissioni in regola con gli standard richiesti dalle norme quando la vettura è sottoposta alle prove previste dai test di omologazione, per poi passare a ben altro regime (e ben altre emissioni di ossido di azoto) quando il sistema rileva che il test è finito, dunque nel normale uso stradale. L’udienza del 24 marzo era molto attesa perché rappresentava il termine ultimo concesso al gruppo Volkswagen per presentare una valida proposta di soluzione per i veicoli con il software incriminato venduti negli Usa. In base agli aggiornamenti della situazione illustrati dai rappresentanti della Volkswagen, il giudice Breyer ha riconosciuto che sono stati “compiuti progressi sostanziali” nel lavoro di ricerca e individuazione delle misure concrete per trovare una via di uscita.



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