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Apple guarda ai motori e punta McLaren: cosa c’è dietro le strategie della Mela

Che Apple voglia sbarcare nel mondo dei motori è fatto noto. Di alcuni mesi fa è la notizia della Apple Car, del tentativo da parte del colosso di Cupertino di creare una automobile. I tentativi non si sono fermati qui perché l’azienda statunitense – secondo alcuni analisti – avrebbe un progetto con Bmw per produrre la propria auto col nome in codice di Project Titan. Ma la notizia che ha fatto sobbalzare tutti dalla sedia è l’indiscrezione lanciata dal Financial Times secondo cui l’azienda guidata da Tim Cook sarebbe interessata ad acquistare tutta la McLaren sia la parte auto che la scuderia di Formula 1. Il colosso britannico ha un valore stimato di 1,2 miliardi di sterline. Immediatamente sono arrivate le smentite sia del gruppo di Woking, “Possiamo confermare che McLaren non è in trattativa con Apple per quanto riguarda un qualsiasi tipo di investimento”, che di Apple stessa, “Non commentiamo rumors o speculazioni”. Questi sono i fatti e basta semplicemente elencarli per capire la portata della notizia. La stampa statunitense è convinta che ci sia del vero in quanto riportato dall’autorevole quotidiano finanziario

Insomma il dato inconfutabile è che Apple è interessata a entrane nel mondo dell’auto per varie ragioni: non può più vivere unicamente su prodotti come smartphone, tablet e computer e il mercato automobilistico fa gola. Inoltre l’auto sta entrando in un futuro rivoluzionario: guida autonoma (basti pensare agli esperimenti di Google) alimentazioni alternative, servizi, ci sono una serie di motivazioni che non possono non essere uno stimolo per Apple. Altro dato su cui riflettere è la scelta, o presunta, di McLaren. Si tratta di un marchio famosissimo nel mondo dell’automobile, che però non riesce a fatturare come vorrebbe. Inoltre McLaren possiede la divisione McLaren Applied Technologies, per la ricerca e sviluppo della Casa inglese: Woking possiede un know-how che fa gola a molti: sistemi ibridi, carbonio e motorizzazioni elettriche. Tutte informazioni che a Cupertino conoscono molto bene. Allo stato attuale quella del Financial Times è un’indiscrezione. Se davvero succedere qualcosa i prossimi mesi potrebbero essere carichi di novità.



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