monterey

Auto da sogno al Monterey Car Week: anche un’Alfa da 20 milioni di dollari

La Monterey Car Week è l’occasione per vedere dei pezzi in vendita che sono delle rarità. Si tratta di un evento dedicato alle auto d’epoca. La manifestazione si colora anche della celebre asta RM Sotheby’s, famosa nel mondo per vendita di vetture bellissime e difficili da trovare. Tra i pregiati esemplari in vendita c’è una intera collezione, quella di Sam & Emily Mann, che hanno dedicato anni a raccogliere una selezione di auto storiche da sogno, compresa la Alfa Romeo 8C 2900B Lungo Spider anteriore alla guerra (1939) mai messa all’asta prima d’ora (valutazione stellare da 20 milioni di dollari). Si tratta del pezzo pregiato più costoso dell’intero lotto di cui fanno parte anche la Ferrari 250 GT Berlinetta Competizione “Tour de France”, stimata attorno agli 8 milioni di dollari; una American Underslung 50 HP Roadster del 1908 che vale almeno un milione e mezzo di dollari; una Bentley 3-4½-Litre Tourer da “appena” 600mila dollari e una Miller Locomobile Junior 8 Special del 1926 che vale 750mila dollari.

monterey2

Ci sono altre vetture di gran pregio come la Ferrari 268 SP Fantuzzi del 1962, che partecipò a gare come Le Mans ed è una delle 5 vetture di questo tipo ancora esistenti, meticolosamente restaurata e già vincitrice del Platinum Award all’evento Cavallino Classic del 2001; oppure la Shelby 260 Cobra “CSX 2000” sempre del 1962, servita per lo sviluppo della piattaforma della vettura di nuova generazione, ed esemplare appartenuto personalmente a Carroll Shelby. Molto popolare negli Stati Uniti la collezione Ford Performance del rivenditore Jim Click, dalla quale sono messe all’asta vetture storiche dal palmares illustre come le 289 Cobra e “Competition”, la GT350, la Boss 302, e la coupé da corsa GT40. Uno sguardo anche al Regno Unito, con la Jaguar D-Type “XKD 501” che vinse a Le Mans nel 1955 con Ninian Sanderson e Ron Flockhart, lasciando un giro indietro l’Aston Martin guidata da fuoriclasse come Stirling Moss e Peter Collins.



Condividi:

Facebook Twitter Google Plus Pinterest Linkedin Email