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Benelli nei guai: dichiarato il fallimento. Cosa sta succedendo allo storico marchio italiano

La Benelli QJ dichiarata fallita. La notizia ha fatto in poco tempo sobbalzare i tantissimi appassionati dei modelli della casa pesarese. Si tratta di un debito di circa 100mila euro non saldato ma dalla fabbrica del Leoncino hanno fatto sapere che verrà preparato il reclamo alla Corte D’Appello di Ancona. Vale la pena cercare di capire cosa è realmente accaduto in quanto la dichiarazione di fallimento arriva in un momento in cui il bilancio è solido e le vendite della casa motociclistica stavano facendo segnare un trend positivo (attualmente nella fabbrica di Pesaro lavorano circa 70 operai). La sentenza di fallimento è stata emessa dal tribunale di Pesaro il 19 luglio a causa della richiesta presentata da un fornitore di sospensioni per moto, Wp Suspension Bv, per un debito non saldato di circa 100mila euro.

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La risposta di Benelli non si è fatta attendere: “Il credito vantato dalla società fornitrice che ha proposto l’istanza – ha fatto sapere la casa motociclistica pesarese del Leoncino, di proprietà dal 2005 della multinazionale cinese Qianjiang Group – era stato a suo tempo contestato, anche se, ai fini della risoluzione della questione, Benelli aveva manifestato l’intenzione di procedere al pagamento, come in effetti sta facendo”.  Un brutto colpo per Benelli ma l’azienda non si è arresa e si sta organizzando per presentare reclamo alla  Corte D’Appello di Ancona, in quanto il proprio bilancio “è solido e dispone di liquidità sufficiente per l’adempimento delle obbligazioni assunte”. La notizia ha fatto ancora più clamore in quanto è arrivata quando le vendite della casa motociclistica stavano tornando a segnare un trend positivo sia per i modelli 50 che per quelli più potenti come la Naked da oltre 300 cc. L’azienda arrivava infatti da anni difficili: il bilancio 2015 era stato chiuso con un passivo di 5,7 milioni di euro, che si era andato ad aggiungere al risultato negativo dell’anno precedente per 800mila euro. Non resta che attendere il secondo round davanti ai giudici.



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