Contachilometri truccati: ecco tutti i segreti per difendersi da una truffa ancora oggi molto diffusa

Quante volte al momento di acquistare un’auto ci siamo sentiti dire “ha pochissimi chilometri, praticamente nuova”? Una frase di rito dietro la quale, però, non sempre si nasconde la verità. Capita infatti di trovarsi di fronte un rivenditore poco onesto che, con un banale trucchetto, “ringiovanisce il contachilometri” della vettura per renderla più appetibile sul mercato. Una pratica scorretta che impedisce di fatto al compratore di valutare i maggiori costi di manutenzione che ne deriveranno.

Come riuscire però a smascherare i furbetti? A rivelarlo è l’Unione Nazionale Consumatori: è utile innanzitutto controllare il talloncino adesivo che riporta cambio dell’olio e chilometri percorsi fino a quel momento o, se possibile, una verifica alla centralina. Bene inoltre fare attenzione al contratto da firmare poiché, ricordano gli esperti, “probabilmente avete firmato delle sciocchezze, del tipo ‘vista e piaciuta’ oppure frasi prive di senso sul fatto che siete consapevoli che l’auto è usata e può presentare difetti non meglio identificati”.

Inoltre, “sempre più spesso sentirete parlare di un ‘certificato di conformità’ rilasciato non si sa da chi, con valutazioni soggettive e discrezionali sullo stato del veicolo. Se vi hanno fatto firmare un documento che dice, ad esempio, che il motore è ‘in stato d’uso conforme all’età e alla percorrenza’, per il venditore sarà la scusa per giustificare qualsiasi guasto al motore. Insomma la maggior parte dei contratti è zeppa di clausole vessatorie o limitative dei diritti sanciti dal Codice del Consumo “. In caso di dubbi è bene innanzitutto comunicare al venditore che si intende segnalare il problema all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.



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