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Ducati, il Project 1408: la Rossa pensa a una Super Panigale in Carbonio

Ducati pensa a una nuova moto: l’annuncio verrà fatto in occasione di EICMA. Intanto si può iniziare a capire qualcosa dal nome del nuovo tormentone di Borgo Panigale: Project 1408. Al progetto è dedicato un mini-sito sul dominio Ducati: un disclaimer recita una sorta di “Chi entra muore (se qualcosa viene svelato)”. Ci si accede se si è già registrati sul portale del brand bolognese: inoltre con il numero 1408 resta valida la teoria secondo la quale i progetti interni delle rosse stradali vengano numerati a partire dal 2012, quando l’azienda divenne parte del gruppo Volkswagen-Audi, pertanto la cifra potrebbe essere semplicemente una nomenclatura, così come anche la cilindrata del motore. Allo stato attuale la moto è coperta da un enorme telo con marchio Ducati: ma le forme che si intravedono sembrano lasciare poco spazio all’immaginazione.

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Secondo la ricostruzione del magazine motoblog.it, si dovrebbe trattare (a meno di un ulteriore scherzetto del marketing Ducati) di una supersportiva. Il taglio all’insù verso la parte posteriore del codino è un segnale che va in questa direzione. Con il V4 atteso per il 2018, potrebbe trattarsi dell’ultima versione, la più estrema, della Panigale, anche se alcuni interrogativi restano. Dagli ambienti più vicini a Ducati arrivano voci secondo cui la moto avrà, per la prima volta su un esemplare di serie, telaio, forcellone posteriore e cerchi in carbonio. In base a questo ragionamento potrebbero essere tre, le soluzioni di motore adottate. Se si guarda la cosa in ottica competizioni, la cubatura potrebbe essere la classica di 1198cc che equipaggia la R, magari con l’aggiunta del variatore di fase che già equipaggia la Multistrada. La moto potrebbe essere il modello per l’assalto al titolo Superbike 2017. La seconda ipotesi potrebbe essere una moto esotica , che risponderebbe a tutta la pletora di nuove supersportive provenienti dal Giappone. La terza ed ultima ipotesi, ed è la più fantasiosa di tutte, riguarda la possibilità che Ducati abbia voluto creare un esercizio di tecnologia paragonabile, per contenuti è soprattutto performance, alla H2/H2R di Kawasaki.



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