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Ferrari, il ritorno della Dino: la compatta coupè per contrastare la Porsche 911

Sulle strade modenesi stanno circolando da qualche mese dei modelli di Ferrari Dino degli anni 2000: si tratta di prototipi della 458 caratterizzati dalle grandi prese d’aria inserite sulle fiancate, al termine degli incavi ricavati lungo le portiere. Le modifiche alle prese d’aria e agli spoiler frontali completano le soluzioni studiate per raffreddare il V6 sovralimentato, prodotto a Maranello e derivato dallo stesso progetto dei sei cilindri Maserati e della Giulia Quadrifoglio. Altra caratteristica è la riduzione del passo di una decina di centimetri, per portare la lunghezza della vettura poco sotto i 4 metri e mezzo, e distinguere così anche in termini di dimensioni la “piccola Ferrari” dalla 488. Questa compatta coupè è in grado di esprimere prestazioni da supersportiva (300 km/h di velocità massima e da 0 a 100 in meno di 4”) e sarà il prezzo a differenziarla dalle “vere” Ferrari: la Dino costerà circa 120-130mila euro per entrare in concorrenza con Porsche 911, un prezzo inferiore rispetto ai modelli Ferrari 8 cilindri che partono dai 183mila della Clifornia T.

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Finiture e dotazioni saranno praticamente sugli stessi elevatissimi standard delle sportive del Cavallino Rampante e anche la meccanica sarà naturalmente ai massimi livelli: telaio in alluminio, sospensioni e impianto frenante derivati dalla 488, trazione posteriore a controllo elettronico, ma soprattutto motore sei cilindri biturbo di quasi 3 litri montato in posizione centrale longitudinale, accoppiato a un cambio sequenziale a doppia frizione, in grado di erogare una potenza che andrà oltre ai 510 cv dell’unità montata sotto il cofano della Giulia Quadrifoglio. Si tratterà anche della prima Ferrari con motore 6 cilindri dal 1974, visto che questo frazionamento fu abbandonato dopo la fine della produzione della precedente Dino. C’è anche una coincidenza storico/sportiva: il motore V6 per la Dino era stato usato per le F1 e le F2 nei primi Anni ‘60. E ora la Ferrari riporta in vita la Dino proprio negli anni in cui le Ferrari F1 sono tornate al motore V6.

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Questi sono i retroscena sui progetti che riguardano la nuova Ferrari Dino: in realtà se si chiedono conferme ai tecnici ci sarebbe una secca smentita. Tuttavia restano alcuni dati di fatto: negli stessi prospetti che hanno accompagnato la quotazione in Borsa della Ferrari c’è l’indiretta ammissione che la Casa di Maranello sta sviluppando uno o più progetti capaci di aumentare la produzione attuale di quasi il 20%, dai 7.664 esemplari consegnati nel 2015 ai 9.000 previsti nel 2019. L’ipotesi più probabile quindi è che proprio nel 2019 prenda il via la produzione a pieno regime della Dino, per la quale l’obiettivo di 1.500/2.000 unità consegnate in un anno appare facilmente raggiungibile. Insomma fra un anno o poco più potrebbe essere presentata la nuova coupé (a cinquant’anni esatti dalla presentazione della Dino 206 GT) che nel 20419 potrebbe arrivare sul mercato.



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