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Harley Davidson, rivive la XLCR: la special in stile Cafè racer di Jamesville Shovelhead

La XLCR, moto prodotta da Harley Davidson tra il 1977 al 1979, è stato un modello che rappresentò un’arditissima svolta listino HD. Questa bicilindrica fu il tentativo della casa di Milwaukee di tentare un approccio innovativo e puntare a una clientela differente: era una motocicletta diversa dalle solite custom che strizzava l’occhio, anche nel nome, al mondo delle cafe racer. In un certo senso, la storia della XLCR può assomigliare a quella della più recente V-Rod: entrambe odiate dagli harleysti più puri, hanno segnato il tentativo di Harley Davidson di rinnovarsi e cercare nuove nicchie di mercato. Tuttavia, a differenza della muscolosissima cruiser nata nel 2002 dalla collaborazione con la Porsche, la XLCR andò presto incontro a un triste destino: la stampa la bocciò per le sue prestazioni poco soddisfacenti per essere una sportiva, la cafè racer americana si rivelò un vero e proprio flop commerciale e furono appena 3133 esemplari prodotti.

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Tuttavia quella moto è diventata un pezzo molto ambito da collezionisti e appassionati. A quaranta anni di distanza potrebbe trovare una nuova vita: il look molto particolare per il marchio che porta sul serbatoio e il risicato numero di esemplari in circolazione fanno sì che nelle aste queste sfortunate ma iconiche motociclette raggiungano quotazioni interessanti. La XLCR è un modello che si guadagna l’interesse dei motociclisti, degli amanti delle oldtimers e dei customizzatori: complice il vero e proprio boom delle cafè racer, il “brutto anatroccolo” di casa HD ha fatto da fonte di ispirazione anche ad alcune special.

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A lei ha pensato James Roper-Caldbeck quando gli è stato proposto di costruire qualcosa che fosse diverso dalle sue solite custom su base Harley Davidson: “Alle volte può diventare un po’ monotono costruire sempre e solo choppers e bobbers – ha spiegato James, titolare di Jamesville Motorcycles -. Così quando me l’hanno proposto ho subito accettato. Ho sempre amato la XLCR 1000 e questa moto è diventata la mia musa ispiratrice”. Gli occhi di James si sono soffermati su una Harley FX Shovelhead del 1974. Al posto del classico V2 con i coperchi valvole a forma “di badile” (shovel, in inglese), ha però montato un propulsore S&S da 80 pollici cubi (circa 1340 cc) e una trasmissione a 5 rapporti.

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Poi il lavoro di James i è spostato sulla sella e sul codino su cui ha montato la luce posteriore di una Triumph. Il fanale anteriore, invece, è quello di serie: il piccolo cupolino comprato su Ebay si integrava talmente bene con il componente originale della FX che è stato deciso di non intervenire con ulteriori modifiche alla fanaleria. Il serbatoio dalla classica forma a goccia non è stato sostituito. Anche la livrea scelta è ispirata alle Superbikes degli albori della categoria: richiami alla XLCR si possono trovare nel diffuso utilizzo del nero anche nelle componenti meccaniche, ma piccoli dettagli rossi donano a questa creazione un look elegantemente racing. Infine per dare a questa special FX una posizione di guida più aggressiva, il suo creatore ha voluto modificare le quote ciclistiche: “face down, ass up” come dicono gli inglesi, con un assetto molto più puntato sull’avantreno.



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