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Honda torna a puntare alle competizioni: la CBR Fireblade nella livrea rossa

Una delle novità più attese di Honda a EICMA è stata la CBR Fireblade 2017: presentata a Colonia, la moto è stata svelata al Salone di Milano nella livrea rossa in puro stile racing. Honda torna a puntare alle competizioni nella massima cilindrata, focalizzandosi sulla 1000 quattro cilindri dopo l’abbandono della classe di mezzo: non è un caso che alla sua presentazione fossero presenti i due top rider di HRC, Marc Marquez e Dani Pedrosa. Con la nuova Fireblade è stato fatto un importante salto in avanti. Dal punto di vista tecnico c’è stato un aumento di potenza rispetto al modello precedente di 11 cavalli, nuova concezione dell’alzata delle valvole e della fasatura della distribuzione e cura dimagrante che parte proprio anche dal motore, con i coperchi in magnesio ed ulteriori nuovi dettagli che riducono il peso complessivo – solo loro – di due chilogrammi: 195 kg tutto compreso tra cui – oltre ai liquidi – anche il silenziatore in titanio 4-2-1. La moto arriva a 192 cavalli a 13.000 giri.

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Per quanto riguarda l’elettronica è stata inserita la piattaforma inerziale IMU, controllo di trazione HSTC, e dulcis in fundo il sistema di selezione di modalità di guida, altresì detto Riding Mode Select System. Novità? Si per il CBR, a cui mancava anche il controllo di trazione stesso. È lungo quindi l’elenco ora dell’elettronica al servizio del motore: throttle by wire, sensore di posizione dell’acceleratore APS, selettore di potenza, controllo di trazione già citato su 9 livelli, controllo dell’impennata ma anche della regolazione del freno motore. Come fare a meno poi di citare l’ABS cornering e, complessivamente, il selettore di riding mode (Fast, Fun, Safe, User 1&2).

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Infine, il design: uno stile dettato da superfici minime, con linee protese in avanti e sfaccettate. Un taglio con il passato dunque, una evoluzione chiara e netta. Di certo, quella pulizia stilistica che si era paventata a partire dal modello 2012 ora è il passato. Lo stile che aveva preso spunto dalla prima MotoGP 800 è invechiato, ed allora ecco il codino che torna ad essere vero elemento di design, mentre davanti le prese d’aria si fondono bene con i proiettori, riprendendo uno stile già visto sulla seicentina, ma in maniera più raffinata. E rispetto al passato, la carena è anche più funzionale: più stretta di 24 mm nella zona alta mentre in zona mediana si è più stretti di 18.



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