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Il sequestro o il fermo della moto: che cosa sono e quando scattano

Quando si commettono infrazioni al codice della strada il rischio più frequente è quello di incorrere nella multa. Ma a seconda del tipo di infrazione commessa e della gravità della stessa la multa non è il solo strumento che viene utilizzato da chi ha il compito di far rispettare le regole. Ci sono degli interventi ben più drastici che possono privare anche del possesso del motoveicolo. Si tratta del sequestro o del fermo. Sono due fattispecie differenti che vale la pena conoscere: in sostanza il sequestro è definitivo, il fermo è temporaneo.

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Il sequestro amministrativo del veicolo (articolo 213 del Codice della strada) consiste in una misura cautelare con la quale si sottrae la disponibilità del mezzo e lo si pone a disposizione dell’autorità per i provvedimenti di propria competenza, come la confisca amministrativa. Il sequestro amministrativo è una misura che è definitiva (risulta solitamente finalizzato alla confisca) e si realizza mediante la vendita o la distruzione del mezzo sequestrato. Tra le infrazioni che prevedono il sequestro amministrativo di moto e ciclomotori, il codice contempla le operazioni di modifica non consentita sui ciclomotori, la guida in stato di ebbrezza alcoolica e sotto l’influenza di stupefacenti. Il Codice della Strada stabilisce che quando oggetto della sanzione accessoria del sequestro amministrativo è un ciclomotore o un motociclo, l’organo di polizia che procede dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia (individuato ai sensi dell’articolo 214 bis). Tale operazione viene annotata nel verbale di contestazione della violazione. Va comunque chiarito che un ciclomotore, o una motocicletta, può essere sequestrato anche in un momento successivo a quello della constatazione dell’infrazione, come ad esempio quando l’organo di polizia venga a conoscenza dei risultati dei prelievi effettuati per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica, o in stato di alterazione per uso di stupefacenti che, si ricorda, sono comportamenti configurati come reato dal Codice della Strada. La confisca è infatti disposta in tutti i casi in cui un ciclomotore o un motoveicolo sia stato adoperato per commettere un reato, sia che il reato sia stato commesso da un conducente maggiorenne che minorenne.

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Il fermo amministrativo del veicolo (articolo 214 del Codice della strada) rappresenta una sanzione accessoria attraverso la quale si sottrae la disponibilità del motoveicolo per un periodo di tempo, la cui durata è prevista dalla norma di legge che è stata violata. Tra le infrazioni che prevedono il fermo amministrativo di moto o ciclomotori, si ricorda il circolare senza targa o con targa non propria oppure contraffatta, la conduzione di ciclomotori o motocicli sollevando la ruota anteriore (60 giorni, 90 in caso di recidiva in un biennio). Quando si provoca un sinistro guidando in stato di ebbrezza, il fermo è di 180 giorni. Nei casi ove oggetto della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo è un ciclomotore o un motociclo, l’organo di polizia che procede al fermo dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito luogo di custodia (individuato ai sensi dell’articolo 214 bis e secondo le modalità previste dal regolamento). Il documento di circolazione viene trattenuto presso l’organo di polizia. Chiunque circola con un veicolo sottoposto al fermo amministrativo, salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 776,00 a euro 3.111,00 ed è disposta, inoltre, la confisca del veicolo.



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