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KaffeeMaschine fa rivivere la V7 Sport di Moto Guzzi: una cafè racer da 80 cv

I tedeschi di KaffeeMaschine hanno una predilezione per le cafè race su base Moto Guzzi. Ne è una prova l’ultima creatura, la KaffeMaschinee 18. “Ho costruito questa moto per un cliente svedese che mi ha portato una V7 Sport in pezzi – ha detto Axel Budde, il grande ideatore della moto -. Non avrei mai avuto cuore a modificarne una originale e in buone condizioni”. Con questo modelli KaffeeMaschine ha cercato di enfatizzare il carattere spinto e racer della V7 che già in origine era una moto abbastanza aggressiva. Come accade in una personalizzazione completa, è sempre bene partire dal cuore, cioè dal propulsore che in questo caso è stato completamente revisionato e ha guadagnato teste maggiorate, di 1000 centimetri cubi con doppia accensione, iniezione elettronica, un albero a gomiti bilanciato, camme sportive, una frizione più leggera e un impianto di scarico nuovo di zecca. In soldoni fanno 80 cavalli al posto dei 52 originali, dato che va accoppiato alla diminuzione di peso di quasi 40 kg dai 227kg iniziali. Insomma, un bel proiettile. Le modifiche hanno riguardato anche il telaio nella parte posteriore per poter installare nuove pedane.

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La Moto Guzzi V7 di partenza era una moto che badava molto all’essenza e KaffeeMaschine è restato fedele alla base: la ciclistica è stata sostanzialmente migliorata con due ammortizzatori Ikon al retrotreno e con più moderni componenti nella forcella; allo stesso modo il sistema di illuminazione classico è stato convertito in tecnologia a LED. I nuovi cerchi a raggi in acciaio inox Morad calzano delle gomme old style Hidenau. La zona comandi è stata rinnovata grazie a uno strumento MotoGadget fissato su un supporto costruito su misura da Budde. Cambiata anche la pelle della Moto Guzzi di base, che ora è in alluminio, fatta a mano dal preparatore tedesco. Il resto delle finiture sono un mix di parti costruite in casa da KaffeeMaschine e un riadattamento di quelle già presenti in origine, vedi i due parafanghi tagliati corti. Merita la giusta menzione anche il colore di questa V7: non è il classico verde utilizzato dalla casa di Mandello, ma un colore che Ford usava per alcuni suoi modelli e che secondo Axel Budde stava a pennello sulla KM18.



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