kawazxr

Kawasaki ZXR, la supersportiva verde ancora “regina”

Quando si parla di moto supersportive che hanno fatto la storia un posto particolare va riservato alla Kawasaki ZXR che tra gli anni ’80 e ’90 è stata una delle regine del mercato e del mondiale superbike. Insieme alla Yamaha FZR, alla Suzuki GSX-R e alla Honda RC30 erano le moto da usare in pista nel tentativo di imitare i vari campioni come Merkel, Pirovano o Russell, protagonisti insieme alle Ducati di Roche e Mertens dei primi anni di storia del mondiale Superbike. La ZXR 750 R era una delle più apprezzate. La prima versione era dotata di un motore derivato dalla precedente GPX 750 R ma dalla seconda in poi, arrivò un propulsore tutto nuovo, da 748 cc raffreddato ad acqua e capace di 121 cv: la distribuzione era sempre bialbero a sedici valvole ma con catena di comando dei due alberi a cammes fissati sul lato e non centralmente. Una delle novità della seconda versione ha riguardato la ciclistica: telaio doppia trave portante superiore in alluminio senza doppia culla inferiore e forcella upside-down invece di quella tradizionale. Dal punto di vista estetico colpiva la la presenza di due prese d’aria frontali: dal cupolino arrivavano all’air-box attraverso due manicotti per l’aria che passavano sopra al manubrio. Una vera “chicca” per gli appassionati del genere.

scott

Una moto bella e potente che, con la derivata della versione del 1993, portò lo statunitense Scott Russell riuscì a vincere il titolo mondiale della Superbike: il pilota della Georgia, famoso anche per le “penne da indiano” che caratterizzavano il suo casco, riuscì a centrare quell’anno cinque vittorie, dodici secondi e un terzo posto che gli consentirono di salire sul tetto del mondo precedendo un certo Carl Fogarty e Aaron Slight.



Condividi:

Facebook Twitter Google Plus Pinterest Linkedin Email