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La grande storia della Ducati Super Sport: la vera icona e “gioia” del mondo ducatista

Una delle icone del motociclismo sportivo italiano è la Ducati Super Sport. Da oltre tre decenni è il punto di riferimento degli appassionati, il simbolo della sportiva stradale per eccellenza. La Super Sport, o meglio la SS come piace chiamarla ai riders, inizia il suo percorso già nel 1972 quando per la prima volta fa il suo debutto alla 200 Miglia di Imola. Ducati decise di partecipare con una moto derivata dalla produzione di serie, prendendo una 750 GT e modificandola per renderla più stabile e veloce nei lunghi rettilinei e curvoni della pista romagnola. Il risultato è la 750 Sport che ha fatto doppietta con Paul Smart e Bruno Spaggiari, base perfetta per la 750 Super Sport del 1973, una moto da pista con targa e fari, unica per l’armonia estetica delle sue forme e per il serbatoio con striscia verticale trasparente per verificare il livello del carburante.

Il successo fu immediato ma la produzione era limitata a pochi esemplari che ora sono fra i modelli più ricercati di sempre per i collezionisti Ducati. Anzi, la produzione della moto non portava grossi profitti: il prezzo elevato riusciva giusto a coprire i costi di produzione e sviluppo del mezzo. La moto divenne presto un mito e dopo pochi anni arrivò la seconda versione: nel 1975 fu varata la Super Sport 900, con il motore a carter quadrati ripreso dalla 860GT. Rimase in listino anche la 750 e fu la nascita di una “gamma” più completa, ma comunque a tiratura molto limitata: 250 esemplari per entrambe le cilindrate. E la produzione della Super Sport proseguì fino al 1981 quando in listino era già presente anche la più moderna ed efficace MHR 900 che ne offuscò il blasone. Uscì di scena per qualche anno in favore di altri modelli derivati dalle competizioni come la MHR portata a 1000cc e la 750 F1 del 1985.

Il vero boom commerciale arriva tra gli anni Ottanta e Novanta. Con le competizioni affidate a mezzi ben più specialistici, la 750 Sport del 1988 espresse il concetto più puro di moto sportiva con motore stradale. In questo caso la moto aveva il telaio della F1 ma il motore della più paciosa Paso 750, ottima combinazione che portò al primo modello contraddistinto dal solo acronimo di SuperSport: la SS 900, con telaio rigido ma non troppo ed estetica davvero mozzafiato. Dal 1988 al 1998 nascono, oltre alle due cubature classiche, le versioni HF con semicarena, la SS 350 e la SS 400 studiate principalmente per il mercato giapponese e asiatico, ma dal discreto successo europeo, mentre la SS 600 nasce come alternativa più economica e per neopatentati. All’apice di tutta la gamma ci fu la 900 Super Light, una SS alleggerita e monoposto con particolari in carbonio e un’estetica più estrema con tabelle portanumero.

Nel 1999 arriva la nuova SuperSport (che torna al nome per esteso) ha una bocca da squalo dietro la ruota anteriore e linee morbide e sinuose. L’ispirazione arriva dalla Supermono e il suo profilo diventa subito un’icona di sportività non estrema, adatta all’uso stradale. Il telaio, dopotutto, è lo stesso della precedente moto, mentre i motori DesmoDue vengono aggiornati con l’iniezione elettronica per esprimere ancora più vigore e inquinare meno. Insomma dal 1972 al 2007 (anno dell’uscita di scena), la moto ha dimostrato di incarnare la vera essenza del ducatista: chi la sceglieva lo faceva con la consapevolezza di mettersi in garage una moto sanguigna e ricca di personalità.



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