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La special di Custom Wolf: la Cafè Dragstar con il propulsore della Suzuki GSX-R 1100

Wolfgang Batz è un industrial designer con la passione per le moto. E proprio l’amore per le due ruote lo ha portato a costruirsi una special. Nel mondo dei customizer Batz è conosciuto come Custom Wolf e la cafè racer che ha creato è il frutto della sua fantasia. La “Cafè Dragstar” è una moto dal fascino retrò che Batz ha costruito seguendo solo ed esclusivamente i suoi gusti personali. L’idea di partenza era quella di realizzare una special vintage che non sacrificasse le prestazioni, e il nome stesso della creatura di Wolfgang lascia intuire come nei due anni di lavoro necessari l’obbiettivo sia stato sempre quello di sfornare una vera e propria cafè racer “da sparo”. Si tratta di una sorta di ibrido tra una Kawasaki e una Suzuki: un po’ come accadeva con le moto inglesi costruite con il leggendario telaio Norton Featherbed e un propulsore preso in prestito da qualche altra “twin” d’Oltremanica. Nel caso di Batz il robusto chassis arriva però da Akashi, precisamente da una Z 1000 ST del 1982. Il forcellone proviene da una Benelli TNT e anche il mono-ammortizzatore è stato donato da una moto pesarese (una Tornado Tre)

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All’avantreno arriva invece la massiccia forcella upside-down di un’altra sportiva sfortunata ma molto affascinante: la Suzuki TL 1000 R. Il poderoso impianto frenante lascia in bella vista i cerchi a tre razze da 17″: di chiara ispirazione Buell, si tratta infatti di un enorme doppio disco perimetrale anteriore da 420 mm. Stessa soluzione anche al retrotreno, anche se in questo caso un disco singolo può bastare. Il cuore di questa special è senza dubbio l’imponente propulsore: a spingere la Cafè Dragstar ci pensa il quadricilindrico raffreddato ad aria/olio della Suzuki GSX-R 1100, uno dei 4L più amati dai preparatori per le sue eccezionali doti di affidabilità e per la facilità con cui raggiunge potenze da capogiro. Tuttavia Wolfgang Batz voleva di più: affidato alle sapienti mani di Racers Warehouse, il motore è stato sottoposto a una cura a base di anabolizzanti. La cilindrata è stata aumentata sino a sfiorare i 1300 cc (1280 per la precisione), mentre i carburatori originali sono stati rimpiazzati da una splendida batteria di Mikuni TMR 36. Un gigantesco radiatore dell’olio Setrab tiene a bada bollenti spiriti dell’unità motrice, che sfoga la sua voce attraverso un impianto di scarico costruito ad hoc in acciaio inossidabile e dotato di silenziatore Micron. Il risultato di questa cura di steroidi sono ben 160 cv alla ruota.



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