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Le auto ritrovano il sorriso: settore in crescita, tutti i dettagli

Continua a correre il mercato dell’auto in Italia. A marzo ha fatto registrare un più 17,4% rispetto allo stesso periodo 2015. Sono state registrate 190.381 immatricolazioni di auto nuove. Per quanto riguarda il totale del trimestre si sono registrate 519.023 immatricolazioni, con una crescita del 20,83 sull’analogo periodo dell’anno scorso. E l’onda positiva investe anche FCA che continua a crescere più del mercato: a marzo l’indicatore delle immatricolazioni segna 56.032 pezzi, ossia il 21,6% in più dello stesso mese 2015, con la quota che sale dal 28,4% al 29,4%. Numeri incoraggianti, quelli diffusi dal Ministero dei Trasporti, che hanno alimentato analisi e commenti da parte degli addetti ai lavori. Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, che ha esclamato “Finalmente”, perché “cominciamo a rivedere numeri più consoni alla dimensione, alla qualità e alla tradizione del nostro mercato. Spinto da un portafoglio contratti, figlio delle poderose campagne invernali, e dalla domanda del canale noleggio, il mercato del 1° trimestre raggiunge una dimensione che non vedevamo da 6 anni, dal 2010, periodo nel quale scadevano gli ultimi incentivi alla rottamazione”.

Anche Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto (l’associazione dei concessionari di auto), ha così spiegato la continua ascesa del mercato delle auto: “Dopo l’ottimo avvio di gennaio e un superlativo febbraio, a marzo assistiamo al consolidamento degli effetti della forza dirompente delle offerte promozionali messe in campo da case e concessionari. Rammento che a marzo abbiamo targato molte vetture i cui ordini erano stati raccolti nei mesi precedenti”.  Pavan Bernacchi, però, frena gli entusiasmi: “A questo punto resta da capire quale scenario si presenterà a breve, tenendo presente che a marzo abbiamo registrato una generale flessione delle presenze di clientela nelle concessionarie, e una conseguente riduzione della raccolta ordini che interpretiamo come un possibile segno di rallentamento della crescita. La domanda che ci poniamo è: il mercato cresce o queste operazioni hanno prodotto un “anticipo” della domanda che verrà parzialmente riassorbito nei prossimi mesi?”.



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