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L’ultima creazione di Nuno Capêlo: la Pantah con il cuore Ducati

Nuno Capêlo è un trentaseienne architetto originario di Madeira che ha una enorme passione per le cafè racer protagoniste delle tavole e degli sketch che lui stesso disegna nella sua galleria d’arte virtuale il Capêlo’s Garage. Tutto iniziò quando un suo amico lo spinse a creare un bozzetto di una cafè racer su base Cagiva Alazzurra. Capêlo non poteva mai immaginare che quel disegno si sarebbe trasformato in una moto vera e propria, la sua moto, una Cagiva Alazzurra del 1987: “Il mio concept è stato quello di trovare un giusto mix tra nuovo e vintage, e soprattutto mantenere pulite le linee”. Sulla moto hanno lavorato più persone, amici di Nuno che sono intervenuti su varie parti: Leonel Ribeiro di Oficina Das Motos meccanico ufficiale , João e Bruno di Project 724, Miguel per la verniciatura e Ricardo da Elemental Rides per l’impianto elettrico. La vecchia e carenata Cagiva altri non era che una Ducati TL rivestita, quindi dopo averla svestita completamente, il progetto è partito proprio dal cuore desmodromico di 350 centimetri cubi, lo stesso della Pantah, che è il modello di riferimento per questo lavoro.

Tante le modifiche che hanno riguardato la moto: il propulsore è stato revisionato completamente in tutte le sue parti con sostituzione delle guarnizioni e verniciatura d’argento per farlo risaltare all’interno della moto. Diversi componenti hanno ricevuto miglioramenti quali le sospensioni con molle posteriori fabbricate ad hoc e la forcella anteriore di una Yamaha R1, i cerchi provenienti da un supermotard e i freni che rimpiazzano gli ormai obsoleti Brembo che aveva di serie. Altro dettaglio superclassico è la strumentazione Motogadget. Gli scarichi hanno i collettori originale e i silenziatori disegnati al CAD. Anche la carena della Pantah è stata rimodellata insieme al serbatoio, originale ma sagomato per una linea più fluida. Infine il codino con sella monoposto integrata invece è una creazione di Nuno Capêlo che dopo averla renderizzata ne ha ricavato una copia in scala 1:1 grazie a una stampante 3D.



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