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Mini, tutte le novità della Countryman. Ora è anche ibrida plug-in

La Countryman è tra le Mini più vendute di sempre: si tratta del modello che ha portato il marchio inglese tra le famiglie. E se la prima Countryman (che interpreta a suo modo il concetto di crossover) è stata la macchina più grande di sempre, questa va ben oltre: è lunga infatti circa 20 cm in più del vecchio modello, per un totale di 430 cm, mentre il passo cresce di 7,5 cm: un aumento che va tutto a favore dell’abitabiltà posteriore e della capacità di carico. Altre novità importanti sono l’aggiornamento della tecnologia con il display centrale ora “touch” e numerosi sistemi di assistenza alla guida.

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Il debutto ufficiale davanti al grande pubblico è in programma per il Salone di Los Angeles a novembre. Si capisce che è una Countryman di dettagli estetici e dalla “suddivisione” della linea in tre aree principali: tetto, superfici vetrate e corpo vettura, a cui si aggiungono elementi caratteristici come gli sbalzi corti, i passaruota bombati e la larghezza che aumenta verso la parte bassa della macchina.All’interno lo sguardo cade subito sul classico strumento circolare di ogni MINI, che è sempre uguale a sé stesso, ma sempre diverso: sulla nuova Countryman è circondato da un anello di LED che varia la colorazione in base alle modalità di guida. Insieme alle luci soffuse d’ambiente a LED e alla proiezione del logo MINI al suolo nella zona di accesso alla macchina fa parte del pacchetto MINI Excitement.

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Capitolo motori: l’accesso alla gamma è dato dal tre cilindri a benzina 1.5, da 136 CVe 220 Nm, della versione Cooper. Si passa poi al quattro cilindri a benzina 2.0 da 192 CV e 280 Nm di coppia della Cooper S. Quanto ai diesel, per il momento il meno potente è il 2.0 da 150 CV e 330 Nm della Cooper D Countryman; la Cooper SD, sempre 2.0, conta invece su 190 CV e 400 Nm di coppia. L’offerta di motori dovrebbe comunque ampliarsi, sia in alto che in basso. Per quanto riguarda i cambi, di serie c’è il manuale a sei rapporti, ma sulla Cooper è disponibile anche lo Steptronic a sei rapporti. Lo Steptronic a otto rapporti è disponibile per Cooper S e Cooper D, mentre la Cooper SD lo offre di serie. Quasi tutti i motori riducono i consumi rispetto al vecchio modello e il “campione” di efficienza è il 2.0 a gasolio della Cooper D grazie ai suoi 4,3 l/100 km medi dichiarati, pari a113 grammi per chilometro di CO2. Un capitolo a parte lo merita la Cooper S E ALL4, ovvero l’ibrida plug-in che offre la guida esclusivamente elettrica fino alla velocità massima di 125 km/h.

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Lo schema delle sospensioni è quello classico di Mini da quando è “rinata” con Bmw: MacPherson davanti e asse posteriore multilink. Il tutto è valorizzato dallo sterzo elettromeccanico con funzione Servotronic e – a richiesta – dal Dynamic Damper Control, che permette di regolare lo smorzamento degli ammortizzatori attraverso i MINI Driving Modes. Sono tre le modalità di taratura della vettura che si attivano grazie a una rotella alla base della leva del cambio. Per quanto concerne la sicurezza e l’assistenza alla guida, la tecnologia non manca: c’è il sistema di avvertimento antitamponamento con preparazione alla frenata di emergenza, di serie; c’è il Driving Assistant con cruise control attivo, Approach and Pedestrian Warning con funzione di frenata, High Beam Assistant (attivazione automatica degli abbaglianti) e riconoscimento della segnaletica stradale. Inoltre, a pagamento ci sono Park Distance Control e telecamera di retromarcia, Park Assistant e Head-Up Display.



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