mercatomoto

Moto a tutto gas anche sul mercato: vendite ancora in crescita

Come per le auto, il periodo è positivo anche per le due ruote. Infatti le immatricolazioni italiane di scooter e moto segnano a marzo un incremento del 17,1% (19.468 veicoli immatricolati) rispetto allo stesso mese del 2015. Trend positivo per le vendite degli scooter con 10.076 unità e una crescita del 14,4%, ma sorprendono le moto che, con 9.392 unità, registrano un +20,2%. Anche i 50 cm cubici a marzo hanno invertito la tendenza al ribasso: con 1.926 vendite segnano un +5,7%. Se si guarda al primo trimestre dell’anno l’immatricolato in Italia (scooter e moto targate) registra una crescita significativa, pari al 23,9% rispetto ai primi tre mesi del 2015. Scendendo nel dettaglio delle vendite, tra gli scooter, sono quelli con cilindrata compresa tra 300 e 500 cm cubici a registrare la crescita maggiore con 7.612 unità e un +31,4%; seguono i 125 cm cubici con un +24,7%. Tra le moto, sono ancora in forte sviluppo i modelli tra 800 e 1.000 cm cubici con 6.819 veicoli, pari al +47%; seguono quelle superiori ai 1000 cm cubici con 6.143 unità pari al +16,2%. L’exploit delle moto si spiega con l’arrivo dell’Honda Africa Twin scelta da 1.387 motociclisti in tre mesi: un successo che la pone al quarto posto nella classifica generale (scooter e moto), dietro il Piaggio Beverly 300 e davanti all’Honda SH125. Ma, soprattutto, davanti alla regina del segmento maxi enduro, la BMW R1200GS, sesta (seconda tra le moto) con 1.061 immatricolazioni. La vetta della classifica generale è sempre appannaggio di Honda, con i due SH, 150 e 300, rispettivamente primo (1.820 unità) e secondo (1.692 pezzi).

“Grazie alla ripresa della domanda degli utenti il mercato delle due ruote ha imboccato un percorso virtuoso che porta benefici a tutta la filiera del settore – afferma Corrado Capelli, presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) – lo scenario economico ci aiuta con una situazione positiva in termini di indice di fiducia delle famiglie e con indicatori in aumento per l’occupazione a tempo indeterminato, nonostante ci siano ancora elementi di debolezza per il credito al consumo e la fragilità delle banche”. “Intervengono inoltre un paio di fattori determinanti per lo sviluppo del mercato – prosegue Capelli – da un lato la necessità di rinnovare il proprio veicolo, decisione spesso rimandata nel periodo di crisi; dall’altro un’offerta che si contraddistingue per l’innovazione tecnologica e la capacità di attrarre nuovi appassionati, attraverso modelli più fruibili e con costi di gestione contenuti. Senza nuove turbolenze a fine anno dovremmo tornare ai livelli del 2012, quando il mercato superava le 200mila unità”.



Condividi:

Facebook Twitter Google Plus Pinterest Linkedin Email