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Moto, l’ABS diventa obbligatorio. Tutte le sue funzioni e i vantaggi

Il sistema ABS è uno dei quattro fattori che può salvare la vita in moto, insieme al buon senso, al casco e alla giacca con le protezioni. C’è anche l’airbag integrato nel giubbotto, ma la sua diffusione è ancora lenta. L’ABS è fondamentale sul bagnato ed evita il bloccaggio delle ruote aumentando la sicurezza e riducendo il rischio di cadute. Secondo le statistiche, l’ABS riduce del 50% la probabilità di un incidente in moto e del 40% il rischio di morire in sella. Il sistema è in grado di controllare – tramite sensori – la velocità delle ruote e al minimo segno di bloccaggio dosa automaticamente la pressione di frenata, accorciando anche gli spazi di arresto. Il primo utilizzo dell’ABS è datato 1929 e veniva utilizzato per le ruote degli aerei. Poi ha trovato applicazione proprio tra le moto con la Royal Enfield che nel 1958 lo sperimenta su una Super Meteor. Gli americani lo hanno applicato alle auto e la Volvo lo introdusse nel 1974. Nei listini moto arriva nel 1988 con una BMW K100 e la prima “italiana” con ABS è la Ducati ST4S nel 2002.

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Inizialmente il sistema incontrò le resistenze dei motociclisti che lo giudicavano troppo invasivo. Poi, grazie anche al peso sempre più contenuto e allo sviluppo tecnologico tarato per le due ruote, il sistema – oggi – fa la differenza senza che il pilota se ne accorga. Grazie alla facilità di utilizzo e all’impatto economico sempre minore, l’ABS è una scelta ricorrente per chi compra moto o scooter. La diffusione registra un boom in Europa da quest’anno con l’obbligo di ABS per i motocicli over125 di nuova omologazione. Il Vecchio Continente ha anticipato tutti nel mondo, compreso il Giappone che ha previsto la stessa misura dal 2018 e gli Usa dove un simile provvedimento è ancora allo studio.



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