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Multe, ecco quando sono valide nelle aree private

Automobilisti e motociclisti spesso si interrogano sulla circolazione dei veicoli nelle aree private. I dubbi più frequenti riguardano la possibilità o meno di essere multati, commettendo un’infrazione al Codice della Strada o non utilizzando il casco. Quando scatta e se scatta la multa? Vale la pena fare riferimento alle norme del Codice e alla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione per fare chiarezza e diradare eventuali perplessità. Su tutte le aree private (come ad esempio i piazzali condominali privati e gli itinerari privati), dove non si svolge la pubblica circolazione, le forze dell’ordine non possono elevare contestazioni per eventuali inosservanze al Codice della Strada. Infatti, se un motociclista fosse pizzicato a circolare senza casco sul viottolo di un villino, dove la circolazione risulta consentita solo a certe persone, individuate e autorizzate dal proprietario della stessa area, la polizia stradale non potrebbe elevare alcuna multa.

L’articolo 2 del Codice della Strada si applica sulle aree ad uso pubblico destinate alla circolazione di pedoni, veicoli ed animali. Tuttavia la recente giurisprudenza si è espressa in modo chiaro e ha spiegato meglio il concetto. Anche i giudici della Corte di Cassazione, sono stati pressoché concordi nel ritenere applicabile il Codice anche alle aree private, quando la circolazione sia consentita, senza distinzioni, a un numero indeterminato di persone. Da tale indirizzo giurisprudenziale discende che non bisogna far riferimento alla destinazione d’uso, pubblico o privato, dell’area interessata alla circolazione, bensì ai limiti di natura “soggettiva”. Quindi il motociclista potrà essere multato se commette infrazioni nel parcheggio di un supermercato, perché è aperto alla circolazione alla generalità degli utenti.



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