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Mv Agusta, futuro incerto: tutto nelle mani della Mercedes

Continua a navigare in mari burrascosi la MV Agusta. Il problema che affligge la storica casa varesina è la mancanza di liquidità: è una delle poche aziende che non ha problemi a vendere ma a produrre. In pratica, ci sono momenti in cui la richiesta di moto non può essere soddisfatta a causa della mancanza di denaro. La storia recente dell’azienda è stata caratterizzata da alti e bassi. Basta ripercorrere le vicende degli ultimi dodici anni per capire : nel 2004, dopo l’accordo con la malese Proton, sembrava che il futuro del Gruppo (composto da MV Agusta stessa, Cagiva e Husqvarna) potesse essere positivo, però, nel 2005, la Proton ha smesso di credere nell’azienda italiana, cedendo la quota aziendale di maggioranza (e i debiti) della MV Agusta alla GEVI S.p.A, al prezzo simbolico di 1 euro. Nel 2007 a causa della dello scorporo delle attività e della vendita della Husqvarna alla tedesca BMW Motorrad (che 2013 ha ceduto il brand alla KTM). Nel 2008 Harley-Davidson ha rilevato la MV Agusta e la Cagiva per circa 70 milioni di euro. Si pensava che la MV Agusta sembrava finalmente entrata a far parte di una realtà industriale in grado di assicurare una continuità ma nel 2010, un altro colpo di scena ha di nuovo cambiato le carte in tavola: un’altra cessione simbolica a 1 euro, questa volta a Claudio Castiglioni, tornato di nuovo al comando della MV Agusta.

Castiglioni ha lasciato al figlio che ha dato il via a un ambizioso progetto, che avrebbe dovuto portare la MV Agusta alla quotazione in borsa. In questo percorso MV Agusta è stata affiancata da Mercedes-AMG, che grazie a un investimento di circa 20 milioni di euro è diventato azionista di minoranza, acquisendo il 25% delle quote. Ai 20 milioni di euro della Mercedes-AMG vanno aggiunti i 15 milioni di euro che la MV Agusta ha ricevuto dalla Banca Popolare di Milano. Le premesse per fare bene c’erano, però qualcosa è andato storto, forse perché la MV Agusta ha cercato di attuare un piano industriale troppo ambizioso, che prevedeva la realizzazione di numerosi modelli (con poche piattaforme), senza avere una rete vendita adeguata alla situazione e senza avere mai sfruttato davvero la partnership con Mercedes-AMG per risolvere questa problematica.

Oggi la MV Agusta ha bisogno di un’iniezione di liquidità per portare avanti il suo piano industriale e questo vuol dire che l’azienda si è indebitata. L’unica verità è che oggi la MV Agusta ha bisogno di denaro e per evitare di bloccare l’attività produttiva è stata chiesta l’ammissione al concordato in continuità. Semplificando, si tratta di una richiesta di pagare solo una parte dei debiti, per creare una nuova base di partenza. Ovviamente la situazione ha richiesto l’intervento dei sindacati che stanno cercando di capire quanti soldi saranno necessari per portare avanti il piano industriale e assicurare un futuro ai 197 dipendenti. Il futuro della MV Agusta sembra strettamente collegato a quello dellaMercedes-AMG, che o non è riuscita a vendere le sue quote azionarie o non le ha volute vendere. La differenza tra queste due realtà è sostanziale: nel primo caso la MV Agusta dovrà contare solo sulle proprie forze, mentre nel secondo caso la Mercedes-AMG potrebbe aspettare che la situazione degeneri per acquisire la maggioranza aziendale, magari spendendo il solito euro simbolico, che permetterebbe ai tedeschi di acquistare un altro tassello del motociclismo italiano.



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