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Nessuna Gran turismo, lui il giro d’Italia (vintage) lo fa su un Ciao

Giro d’Italia in sella a un Ciao degli anni ’70. Ottomila chilometri con partenza (entro il mese di marzo) da Aosta e arrivo sempre nella Valle. Il protagonista di questa straordinaria avventura si chiama Henry Favre, è un meccanico ventenne di Gressan ed è appassionato di viaggi estremi. Ha già raggiunto Caponord alla guida di un Ape per altre 10.000 km e ora ci prova su e giù per lo Stivale: per l’occasione ha anche rimesso a posto il suo Ciao. “L’idea è quella di partire da Aosta e rientrare ad Aosta, senza un itinerario preciso, solo un susseguirsi di chilometri lungo lo stivale – spiega Favre – vorrei raccontare l’Italia che non si vede… per questo eviterò completamente le autostrade prediligendo stradine di campagna poco battute e fuori dalle mappe”.

Ci vorranno circa due mesi, alla velocità di 45 km all’ora, per visitare tutte le regioni, scendendo lungo la costa tirrenica e risalendo da quella adriatica. Tenda, sacco a pelo, fornellino cuoci vivande e ovviamente un cellulare con connessione accompagneranno Henry e il suo Ciao. “E poi conto sull’ospitalità dei tanti amici trovati sui social, dove la mia iniziativa sta riscuotendo grande successo”. Sarà possibile seguire l’impresa di Favre su Travelnet24 oppure sulla sua pagina Facebook ‘Italia in Ciao’ che sarà quotidianamente aggiornata con la video cronaca. “L’idea nasce dai miei precedenti viaggi, ho visto molte cose che stanno in Europa, qua e là, fuori da queste nostre montagne. Tra Barcellona e CapoNord, sono passato un po’ ovunque, dal caldo al freddo polare, dalle montagne ai ghiacciai. Ho conosciuto persone, lingue stranissime e visto posti che non si vedono nemmeno sui libri di geografia” spiega Henry a Aosta Sera. “A oggi non ho programmato niente, so solo che devo passare dalla Fontina al Pecorino, fino ad arrivare agli aranci di Sicilia. Spero anche di poter contare su un pasto caldo e una doccia qua e là, da gente generosa che ha voglia di appoggiarmi lungo il percorso. Non sarà solo una vacanza, un viaggio o una scommessa”. “Abbiamo deciso di sostenere il progetto di Henry – ha concluso Giovanna Montiglio, marketing manager della testata – perché condividiamo la missione di valorizzare il patrimonio naturale e culturale italiano, immensa risorsa per l’economia del turismo”.



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