Hyundai Ioniq

Nuova Hyundai Ioniq. Triade coreana

A voi la scelta. L’esigenza di tutelare l’ambiente si declina secondo tre diverse soluzioni e la Hyundai Ioniq le realizza una ad una. Il trucco? Nessuno, perché basta essere in possesso della tecnologia adeguata. Cosa che Hyundai Ioniq fa adottando un nuovo pianale. Piattaforma condivisa con la cugina Kia Niro, che però si limita alla sola motorizzazione ibrida plug-in. La Ioniq invece punta alla versatilità, fornendo la stessa vettura con tre diversi “complessi”: quello ibrido, quello ibrido plug-in e quello elettrico. Le prime due declinazioni collocano l’unità elettrica all’interno della scatola del cambio. Unità che “corre” in coppia con il motore aspirato ad iniezione diretta di benzina. Il 1.6 GDI sfrutta il potenziale del ciclo di combustione di tipo Atkinson (lo stesso usato dalla Toyota Prius) e rappresenta schematicamente quanto già visto su Kia Niro. Ecco perché si torna a parlare di cambio doppia frizione DCT e di potenza complessiva di 141 CV. Le differenze tra le due Hyundai Ioniq ibride, sono esclusivamente a livello estetico. E si palesano nella presenza del portellino per l’accesso alla ricarica sul modello plug-in. Il pacco batterie è, in entrambi i casi, ai polimeri di litio. Una tecnologia in dote anche alla Ioniq totalmente elettrica, che ne sfrutta uno differente solo dal punto di vista prestazionale. Dato che dovrebbe garantire un’autonomia di circa 250 chilometri. Il motore elettrico sviluppa una potenza di 120 CV e il cambio non è presente, perché il collegamento alle ruote avviene tramite riduttore.

Hyundai Ioniq - Interni



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