Si chiama Harry, non ha a bordo né un pilota né un volante e si prepara a rivoluzionare per sempre il mondo dei trasporti

È partito da Greenwich, a Londra, il viaggio di Harry, il soprannome scelto per la navetta a guida totalmente autonoma che potrebbe cambiare per sempre il concetto di trasporto pubblico. Un mezzo robotizzato che viaggia senza nessuno alla guida e procede a una velocità di circa 16 chilometri orari. A bordo un centinaio di volontari, quattro per volta, che hanno scelto di affrontare l’inedito percorso lungo la Olympian Way, una zona chiusa al traffico e frequentata soltanto da pedoni e ciclisti.

Un prototipo che rientra nel “GATEway Project”, un progetto di ampio respiro che prevede la graduale introduzione di mezzi a guida autonoma sulle strade del Regno Unito e che nasce soprattutto per essere utilizzato in zone pedonali. A guidarlo un cervello artificiale che, attraverso sensori e telecamere, controlla l’area intorno a sé in un raggio di 100 metri e, in caso riveli ostacoli o presenze di qualunque tipo, ferma all’istante l’avanzata del mezzo.

Le basse velocità lo rendono perfetto per le aree chiuse al traffico. A sviluppare la tecnologica alla base di Harry è l’azienda britannica Oxbotica, specializzata in sistemi per la guida autonoma. Tantissime le adesioni subito ricevute da parte di cittadini inglesi che si sono detti disponibili a provare il nuovo veicolo, non dotato di pedali né di volante. A bordo, durante la sperimentazione, ci sarà comunque un addetto pronto a intervenire in caso di necessità.



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