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Sicurezza in moto, Honda studia il sistema di Emergency Braking: come funziona

Honda è una di quelle aziende da sempre in prima linea nello sviluppo di tecnologie e sistemi di sicurezza per le due ruote. La Casa giapponese starebbe studiando un sistema già noto (sulle quattro ruote) di Emergency Braking. In sostanza qualora un ostacolo di ponesse davanti alla moto e non venisse rilevato nell’immediato dal pilota, potrebbe essere evitato con l’azionamento immediato e controllato dei freni, aiutando ad evitare uno scontro dalle conseguenze facilmente intuibili. Nel campo delle automobili Honda equipaggia le sue vetture con il sistema frenante Collision Mitigation che opera intervenendo in autonomia nel momento in cui un radar posizionato sul frontale individua un ostacolo. La frenata avviene quando una centralina, tramite dei sensori opportuni, rileva che i freni non sono stati azionati dal guidatore nei tempi limite per evitare lo scontro,  e dopo che il radar ha ravvisato l’ostacolo. Una volta appurata la distrazione del guidatore i freni vengono quindi attivati.

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Il sistema di funzionamento sulle moto dell’Emergency Breaking sarebbe simile ma probabilmente implementato con una diversa modularità di intervento: una prima parte della frenata andrà ad agire sulla ruota posteriore, per minimizzare la picchiata dell’avantreno, ed in seguito, qualora fosse necessario maggiore potenza di rallentamento, entreranno in funzione le pinze anteriori. Il tutto dopo che dei sensori avranno calcolato lo stato del grip del manto stradale tramite un controllo dello slittamento dello pneumatico, ed avere così una frenata calibrata. Questa importante novità nel campo della sicurezza attiva per le due ruote, è una tecnologia che, grazie all’introduzione dell’Auto-Balancing con il Moto Riding Assist che Honda ha presentato al CES di Las Vegas a gennaio, può avere grossi e rapidi sviluppi ed arrivare sui mercati in tempi ragionevoli. Il concetto nuovo di Auto Balancing secondo Honda non sfrutta giroscopi per tenere in equilibrio la moto, ma varia le forze che agiscono su di essa – a moto ferma o in movimento – operando attraverso repentine rotazioni dello sterzo e la variazione dell’angolo di quest’ultimo.



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