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Sosta selvaggia, adesso è reato. Ecco perché è meglio non parcheggiare (più) in doppia fila

Le città italiane sono, purtroppo, abituate al parcheggio selvaggio. Ogni giorno decine di automobili vengono posteggiate in qualsiasi modo lungo le strade delle nostre città. E in molti casi chi parcheggia non si fa alcuno scrupolo del modo in cui lascia la propria autovettura. Spesso si ricorre a questo “escamotage” a causa della fretta o quando si deve fare una rapida commissione e non si riesce a trovare parcheggio. In tutti i casi adesso si rischia grosso, almeno stando a un principio sostenuto dalla Corte Costituzionale. Si rischia una condanna per aver parcheggiato l’auto in doppia fila. Quindi è necessario porre la massima attenzione nel parcheggiare: infatti l’automobilista che parcheggia l’auto in modo tale da ostruire l’unica via che consente il passaggio di un’altra autovettura per entrate e uscire da casa o dal parcheggio rischia una condanna. La notizia è riportata dallo Studio Cataldi: “Il reato ex art. 610 c.p. – scrivono – si realizza in presenza di qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione”.

Un principio già sostenuto più volte dalla Cassazione, scrive lo Studio Cataldi, ad esempio nella sentenza n. 48346/2015: in quel caso la Suprema Corte ha evidenziato che integra violenza privata il parcheggio “selvaggio” dell’autovettura che, impedendo di fatto ogni passaggio, aveva reso alla parte offesa difficoltoso o del tutto impossibile spostare il proprio veicolo. Stessa sorte è toccata a chi ha parcheggiato in modo tale da bloccare l’unico accesso a un fondo altrui, oppure ad automobilisti il cui mezzo, posizionato nel cortile condominiale, ha impedito l’uscita degli altri veicoli.



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