Un’auto rivoluzionaria, dall’impatto epocale sua ambiente e consumi: è partito il viaggio della Panda alimentata a biogas fognario

Un viaggio iniziato ieri e destinato a durare ancora mesi quello della nuova Fiat Panda alimentata a biometano, cioè grazie al metano prodotto dalle acque reflue. Una tecnologia innovativa che si prepara a scuotere il mondo della mobilità sostenibile. In totale, il test vedrà il veicolo percorrere circa 80 mila chilometri per valutare l’effettiva efficacia delle’auto consegnata al gruppo Cap, azienda che gestisce fognatura e depurazione di Milano, con il contributo del Centro ricerche Fca, così da capire quali effetti il biometano prodotto dal gruppo lombardo avrà sul motore.

Il bello dell’operazione è che a usufruire del particolare carburante non è un modello speciale realizzato ad hoc ma una normale Panda Natural Power dotata di motore bicilindrico Twinair con 80 cavalli di potenza. Insomma, una quattro ruote che si guida come qualunque altra macchina a metano e che negli ultimi anni si è imposta come modello a gas naturale più venduto in Europa, superando il traguardo delle 300 mila unità vendute.

In base agli studi di Gruppo CAP, che punta ad aprire nel Milanese il primo distributore di biometano a km zero, il solo depuratore di Bresso potrebbe arrivare a produrre quasi 342 mila chilogrammi di biometano, sufficienti ad alimentare 416 veicoli per 20 mila chilometri all’anno. La Panda si lancerà così in un lungo viaggio per verificare se, alla fine della piccola odissea, ci saranno o meno problemi al motore. Il tutto accompagnato dall’hashtag #BioMetaNow che guiderà la sperimentazione sui social per raccontare le tappe del progetto e i suoi sviluppi.

A sostenere il progetto, di fondamentale importanza dal punto di vista economico ed energetico, è LifeGate, che ha deciso di contribuire attivamente all’iniziativa tutelando 1 metro quadrato di foresta amazzonica in Brasile attraverso il progetto ambientale Foreste in piedi per ogni chilometro percorso dalla Panda a biometano.



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