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Yamaha, la MT-10 che diventa una Tracer. Ecco come realizzare la trasformazione

La doppia anima della Yamaha MT-10. La naked della casa giapponese è tanto potente e divertente quando si apre il gas quando comoda se si decide di procedere senza troppa fretta. Merito del motore che è davvero polivalente: infatti ai bassi mostra di essere abbastanza docile, mentre quando si aumentano i giri mostra di essere dotato di un allungo importante e potente. Altra considerazione da fare in merito riguarda le riflessioni dei tecnici Yamaha: durante la presentazione hanno affermato di essere stati molto indecisi su quale tipo di moto proporre: il dubbio riguardava se realizzare – partendo dalla base R1 – una naked oppure una maxiTracer. Alla fine la scelta è ricaduta sulla prima ma resta comunque la doppia valenza della moto: l’anima turistica non è stata del tutto abbandonata. Per realizzare una Tracer partendo dalla MT-10, infatti, basta scegliere in modo adeguato gli accessori ufficiali disponibili. Alcuni sono davvero imprescindibili come il kit paramani (222 euro), il cupolino maggiorato (195 euro), la sella in gel (306 euro), le manopole riscaldate (157 euro) e una coppia di borse laterali semirigide applicabili agli attacchi di serie sul codino (394 euro).

La Yamaha MT-10 deriva dal Crossplane 4 cilindri in linea da un litro di cilindrata: sostanzialmente lo stesso della famosa YZF-R1. La nuova moto è in grado di sviluppare la considerevole potenza di 160 CV a 11.500 giri/minuto e una coppia massima di 111 Nm a 9.000 giri, che garantisce unʼaccelerazione impressionante con la grande differenza che questa è una naked sportiva e non una superbike come la R1.



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