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Yamaha, la SCR 950 nell’interpretazione di Jeff Palhegyi: una Faster Son

La Yamaha SCR950 ha fatto il suo debutto all’Intermot di Colonia. Una moto che ha immediatamente catturato le attenzioni degli appassionati che degli addetti ai lavori. Con questo modello la Casa di Iwata ha deciso di ampliare la famiglia Sport Heritage, uno dei suoi segmenti di maggior successo. Spinta da un motore bicilindrico a “V” raffreddato ad aria (alloggiato in un telaio tubolare in acciaio) e dotata di un manubrio largo con traversino, cerchi in alluminio e ruote a raggi (oltre che di pneumatici heavy-duty e di soffietti forcella) la nuova SCR950 mescola il fascino vintage con tecnologia e design contemporanei. Proprio queste sue caratteristiche la rendono adatta anche alla customizzazione. L’idea è venuta a uno che di special se ne intende, come Jeff Palhegyi: nella sua carriera ha tirato fuori qualcosa come 70 one-off.

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Il risultato è una SCR950 decisamente speciale, che entra di diritto a far parte della famiglia Faster Sons. Il punto era trovare un’interpretazione di scrambler che Jeff non avesse ancora sfruttato nella sua lunga carriera di customizer. Anche per questo motivo, probabilmente, il concetto originario della SCR950 non è stato stravolto. Il telaietto posteriore è nuovo e sorregge una sella triangolare con tessuto borchiato mentre le sospensioni posteriori sono performanti Fox RC1 Podium. Gran parte dell’appeal fuoristradistico arriva dai parafanghi corti e dai pneumatici tassellati – montati su cerchi a raggi Ride Wright – ma anche le tabelle portanumero e gli scarichi alti e corti hanno il loro bel merito. Belle anche le guancette in pelle ai lati del serbatoio, così come il manubrio Renthal con paracolpi rivestito in pelle Duane Ballard Custom. Insomma il lavoro di Jeff Palhegyi appare come una interpretazione sottile ma allo stesso tempo stilosa della scrabler Yamaha.



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