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MotoGP, Mondiale 2018: la griglia di partenza dopo i Test di Losail.

Il Mondiale 2018 di MotoGP è ormai alle porte (18 marzo) e, dopo che gli ultimi test di Losail (Qatar) sono andati in archivio, un’idea, pur generica, sulle forze in pista è stato possibile farsela.

La tre giorni qatariana ha confermato che il pacchetto Andrea Dovizioso-Ducati funziona. Sia sul passo gara che sul giro secco, la Rossa ha dato dimostrazione di essere ben equilibrata tra le mani del forlivese e, di conseguenza, rientra nel roster dei favoriti della stagione che sta per cominciare, occupando una ipotetica prima fila. Insieme a lui è opportuno inserire il campione del mondo in carica Marc Marquez. Pur non avendo incantato in Qatar, sulla pista dove il campionato avrà inizio, lo spagnolo non sembra essersi soffermato più di tanto sulla prestazione pura quanto sulla durata. Da questo punto di vista, l’iberico ha sciorinato un ottima costanza di rendimento e, anche per quello che ha fatto vedere nelle altre sessioni di test a Sepang (Malesia) ed in Thailandia, è sempre lui il pilota da battere sulla Honda.

Venendo al capitolo “Compagni di squadra di Ducati ed Honda” è chiaro che un gap c’è. Jorge Lorenzo, dopo essersi lasciato andare a dichiarazioni entusiastiche in Malesia, ha dovuto fare i conti con problematiche inattese sulla GP18 sia sul circuito di Buriram che a Losail. Mancanza di feeling con l’anteriore per il maiorchino, incapace di trovare la quadra ed impietosamente messo dietro dal teammate. Sicuramente anche questo rende particolarmente nervoso il 5 volte campione del mondo che, forse, non si sarebbe aspettato un andamento del genere, dopo l’ottima chiusura del 2017. Difficoltà similari per Daniel Pedrosa che ha alternato momenti positivi e negativi non mantenendo lo standard elevato di Marquez (leggi le ultime notizie su Iannone).

Per quanto concerne la Yamaha, la situazione è complessa. La moto di Iwata sembra ben adattarsi alle caratteristiche del circuito qatariano, come gli ottimi tempi di Valentino Rossi ed anche del francese Johann Zarco dimostrano, però  non ha dato certezze ai tecnici giapponesi sulla ricerca di un messa a punto ideale su tutti i tracciati. A seconda, infatti, del layout i riscontri cronometrici della M1 di Rossi e di Maverick Vinales sono stati altalenanti e va da sé che in questo momento, specie dal punto di vista dell’elettronica, la Casa dei tre diapason è indietro.



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