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Valentino Rossi ha compiuto 39 anni: gli auguri dei sui figliocci

Per un ragazzo di 39 anni che è cresciuto, si nutre e respira la moto e che, a dispetto della carta d’identità, non ha voglia di fermarsi, non c’è soddisfazione maggiore che festeggiare pennellando traiettorie. “E infatti io non mi ricordo di avergli mai fatto un regalo”, racconta suo fratello Luca Marini. PEcco cosa pensano in maniera molto personale i dieci “figliocci” di Vale dell’Academy che corrono nel Mondiale.
Franco Morbidelli: “Dopo aver vinto entrambi ad Assen, abbiamo festeggiato nel suo motorhome. Per una volta c’eravamo tutti, anche Carlo (Casabianca, il preparatore dell’Academy; n.d.r.), e vi lascio immaginare l’allegria. La cosa più bella è stato vedere come Vale non fosse contento solo per la sua vittoria, ma anche per la mia. Era così felice che a forza di brindisi ha preso l’aereo per un soffio”.
Luca Marini: “A casa ci divertiamo a battagliare a Gran Turismo col simulatore di guida. Fra di noi nascono sfide incredibili, c’è tensione vera, quasi fosse una reale qualifica! Valentino non molla mai”.
Andrea Migno: “A inizio anno sono andato a Madonna di Campiglio con Vale e un nostro amico che chiamiamo Il Ternano. Con una formazione così ero sicuro del divertimento. Infatti abbiamo riso per una settimana. Una sera noi tre con altri amici eravamo in strada, sotto l’hotel, e ci siamo messi a fare una gara a palle di neve: come obiettivo, avevamo un cartello stradale. Era mezzanotte e mezza, forse l’una, ma in una situazione così, ovvio che si faccia un po’ di casino. A un certo punto, però, si è aperta una finestra e dall’alto è venuta giù una pentolata d’acqua che ha centrato in pieno Valentino. Ma capite, a gennaio, in montagna! Quello che lo ha tirato sbraitava in russo e Vale a quel punto ha detto: “Vabbè ragazzi, ho fatto serata. Ora posso anche andare a letto”.

Nicolò Bulega: “Un sabato al Ranch io stavo girando davvero forte, ma Vale era lì alle mie spalle che non mollava. Forse per la troppa foga, ma improvvisamente mi sono trovato in aria e del dopo ricordo solo la gran botta. E le parole di Vale, che per sdrammatizzare, con assoluta calma mi diceva: “Bulega, visto da dietro è stato il più grande high-side mai visto in carriera!”».

Francesco Bagnaia: “Un giorno eravamo in palestra, con Vale, Migno e altri. Di Migno sono sicuro, perché è lui il “colpevole”: in quel periodo prendeva in giro tutti con un gioco stupido. Farfugliava una frase incomprensibile, e alla domanda “Cosa hai detto?” o “Chi?” partiva il coro, di “Sto …”. Eravamo sulle cyclette, e io convinto di avere Migno alle mie spalle, ho provato a farlo cascare nel tranello. Invece c’era Vale. Per un attimo è rimasto in silenzio, prima di farsi una gran risata”.

Dennis Foggia: “Tra noi abbiamo una chat su WhatsApp dove ci scambiamo info, video, foto, cose divertenti. E ci sfidiamo nel mostrare i tempi ai videogiochi. Un giorno, dopo un gran risultato ho fatto uno screenshot della schermata del video e l’ho inviato. Realizzando solo dopo che la foto indicava come avessi scelto Viñales. La risposta di Vale è stata una faccina sorridente”.

Niccolò Antonelli: “A me di Valentino impressiona come ascolti sempre tutti, anche se allo stesso tempo sono due-tre a tempestarlo di domande. Può passare mezz’ora, ma sei sicuro che lui ti risponde sempre”.
Lorenzo Baldassarri: “Il bello del gruppo è che ci frequentiamo tanto anche nel tempo libero. La settimana prima della mia vittoria a Misano 2016, una sera eravamo fuori a cena, ma ero così bollito dopo l’allenamento che volevo solo andare a letto. Ma Vale cominciò a insistere: “Dai, Balda, resta con noi ancora un po’”. E cominciammo a parlare, non solo di moto, ma anche di cose più personali. Quando poi la domenica vinsi, Vale mi disse: “Sarà un caso che stando di più con noi tu abbia vinto?”.
Marco Bezzecchi: “Alla cena della 100 Km, noi più giovani, tra i quali Antonelli e Migno, eravamo in un tavolo separato. Scherzavamo e parlavamo di ragazze finché Vale, che ci aveva sentito, è venuto da noi. “No, ma continuate pure. Come va a ragazze?”. E si è messo ad ascoltare, anche perché su quegli argomenti con Migno c’è sempre da divertirsi. Quando mi è arrivato il messaggio da un’amica, Vale ha voluto controllare, finché gliel’ho chiesto anch’io: “Come va a ragazze?”. Credo che a lui vada benone”.
Stefano Manzi: “La cosa fantastica è che da Valentino non si smette mai di imparare. Il suo essere professionale, la competitività assoluta: anche in contesti non legati alle gare o alle moto, lui riesce sempre a dirti qualcosa che ti fa riflettere e ti permette di migliorare. Per me è l’insegnamento più importante: se dopo tutte le battaglie fatte e tutto quello che ha vinto, ha ancora tanta voglia di battersi, tu non puoi mollare nemmeno un centimetro”.


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