Pirelli P Zero. Pneumatico dalle emozioni forti

Facile liquidare la questione pneumatici, l’abito non fa il monaco e il monaco non fa il gommista. Sarà l’adrenalina, ma dopo aver guidato con delle Pirelli P Zero ti viene solo da dire: “tanta roba”. Non solo per le vetture che è destinato ad equipaggiare, ma per la tecnologia che si nasconde sotto quello strato nero di “gomma”. P Zero rappresenta il top di gamma per il costruttore italo cinese, lo pneumatico di punta di una famiglia varia ed articolata. Nato a metà anni ’80, sviluppato per la regina dei rally, la Lancia Delta S4, la prima “ricaduta” sul fronte prettamente stradale fu ad opera della Ferrari, che scelse P Zero come pneumatico per la F 40. Altri tempi, altre storie, ma un chiaro segnale di dove sarebbe andata a parare la gomma firmata Pirelli.

Il disegno asimettrico del battistrada è un marchio di fabbrica anche oggi, il resto lo fanno l’evoluzione dei componenti e uno studio mirato delle geometrie. Facile da capire sino questo punto, più difficile se invece si entra nei meandri della chimica. Roba da scienziati, cose da ingegneri. Di fatto il nuovo P Zero è stato realizzato per assecondare le esigenze sia delle vetture sportive, sia delle supercar, sia delle cosiddette auto di lusso (vedi BMW Serie 7). All’interno di questo intervallo, ciascuna Casa automobilistica può farsi cucire addosso un P Zero su misura. Per questo, nonostante l’impatto visivo sia pressoché lo stesso, la gomma destinata ad una Ferrari 488 non sarà la stessa riservata ad una Porsche 911 Turbo.

BANCO DI PROVA ALL’ESTORIL
Ferrari 488, Porsche 911 Turbo S, Audi R8 e Lamborghini Huracan due ruote motrici. Non è un sogno, tanto meno il garage di un potenziale evasore fiscale, ma più semplicemente il parterre che ci si è presentato davanti all’autodromo portoghese dell’Estoril. Scelta obbligata? Nessuna. Potevamo guidarle tutte. La gomma va forte con tute, in ogni situazione. Merito pure del fatto che le auto in questione avessero potenze ampiamente sopra i 500 cavalli. Un numero più che sufficiente a garantire prestazioni da capogiro indipendentemente dall’abilità di chi guida. Qui solo la libidine e le prime immagini della Lamborghini sulle tortuose strade portoghesi, per i test drive ci ricomponiamo e torniamo dopo



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