Shelina Moreda e la nuova era

La moto si chiama eCRP ed è la prima moto elettrica italiana da corsa a laurearsi Vice Campione del Mondo e Campione d’Europa nel 2010 del TTXGP, il primo campionato mondiale di moto elettriche ad essere istituito.

Quella che corre mettendo dietro baldi giovani di belle speranze, ma quando si toglie il casco non sputa in terra e non si gratta le parti intime, è Shelina Moreda.
Shelina è californiana – lo attesta il sorriso a 32 denti perfettamente bianchi e allineati – ed è una giovane pilota professionista che corre la serie nazionale negli Stati Uniti.

 

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L’ha portata in Italia il team modenese di eCRP, stravolgendo i canoni delle corse in moto e portando un’amazzone in pista: checché se ne dicano in giro, le donne pilota sono ancora un enorme tabù.
Sarà per questo che la prima preoccupazione di Shelina è avere qualcuno che fino all’ultimo si preoccupi dei suoi capelli. No: non la messa in piega. Prima che lei esca dal box, c’è sempre un meccanico (con le mani sporche di liquidi oleosi indecifrabili, ndr) che si preoccupa di nascondere la sua lunga chioma castana, raccolta in una treccia, dentro la tuta.

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A Shelina si può dire o fare di tutto, risponderà sempre con un sorriso, ma è meglio non ricordarle che è l’unica femmina dentro il box, perché per quanto non ci riesca, fa di tutto per essere quanto più simile a un maschio, almeno mentre è in moto.

“Tornerò in California dopo il salone milanese della moto, l’Eicma, e spero di essere di nuovo in Europa per la prossima stagione”

Innamorata dell’Europa o degli europei?

“Diciamo innamorata della moto, con la voglia di correre nei campionati del vecchio mondo. Innamorata degli europei? Mah, magari un giorno mi innamoro davvero di un nordico con gli occhi chiari. ”

Ah. Perché quello attuale di colore li ha gli occhi?

“Sono single, da poco, ma single. Comunque li aveva scuri.”

Beh non sarà difficile rimpiazzarlo con un parterre di piloti, meccanici, team manager e faccendieri al 99,9% composto da uomini, ti pare?

“Oh no per carità,ne ho abbastanza dei piloti. Mi rendo conto che fare coppia con qualcuno che fa il mio mestiere, rende le cose più facili, perché capisce facilmente i problemi e i momenti bui di questo sport, ma forse è arrivato il momento di guardare fuori dal paddock”.

Di te dicono tu sia davvero “donna”.

“Sul serio? E io che spero sempre di confondermi tra gli altri”.

Bè almeno per la moto, al momento, ti distingui da molti: guidi una moto che possiamo definire “del futuro”.

“La mia moto è stata realizzata tutta a Modena, nel quartier generale della CRP, un’azienda che va già forte nelle competizioni a due e a quattro ruote. Ci è voluto molto tempo per sviluppare la batteria, tra gli altri componenti. Un cuore al litio-polimeri da 7.4Kw/h che pesa solo 52 kg assemblata ad hoc per mantenere gli ingombri e ottimizzata per utilizzo racing”.

Irene con shelina 3

 



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